lo Stappatorsoli

questo blog è un punto di ritrovo per tutti coloro a cui non basta seguire le regole che vengono imposte e che cercano di essere se stessi senza imitare gli altri. LIBERTA'= condizione di poter agire come meglio si crede purchè non sia fatto a discapito degli altri.

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Utente: Crabastra
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nn so chi sono eppure ho un corpo e forse un'anima..

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mercoledì, 05 dicembre 2007

http://www.laurapoesias.com/datas_especiais/mulher/mulher_2_ladyofmysterytop.jpg
postato da: Crabastra alle ore 16:27 | link | commenti
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martedì, 04 settembre 2007

postato da: Crabastra alle ore 18:55 | link | commenti (2)
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mercoledì, 18 luglio 2007

Portami via
lontano da qui
piuttosto prendimi l'anima
questa valle brulica di demoni
salvami e
sarò tuo per sempre
Cavalcando tali soffioni
guardo i lampi in cielo
attraversati dal volo dei grifoni

La notte raggela i languori
odo i cani inferociti
che strappano e lacerano
la mia carne..
Vene spezzate e intrecciate
Sai,
questo posto
per me
eccitante come la scossa
oscuro e cimiteriale..
Noi resteremo qui fin ben oltre la morte...
postato da: Crabastra alle ore 20:28 | link | commenti
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lunedì, 04 giugno 2007

Vorrei andare a vivere in Estonia.
Posto alcune immagini che mi hanno invogliata


Haapsalu
La mia casetta ideale


            


Tallin 
            

 

           











  



   La sogno, la sogno con tutto il mio cuore...






Tartu

     

Come disprezzare
 un paese così?


I desideri
prendono forma
e le prospettive
si ampliano.


Ma se non potessi
vivere  qui, vorrei almeno
sperare di potervi trascorrere
 una vacanza.







Jaani kirik






postato da: Crabastra alle ore 14:53 | link | commenti
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lunedì, 29 gennaio 2007

Oggi sono andata al conservatorio di milano per assistere alla testimonianza di Liliana Segre.
Fra le tante cose che mi hanno colpito della sua esperenza e della sua umanità nonostante la brutalità degli eventi, una parola mi è rimasta impressa...
Perchè?
quante cose mi ha insegnato in qualche ora questa donna.. Giuro che non dimenticherò mai, perchè sono certa che nei momenti di più grande sconforto le sue parole, i suoi consigli di essere umano mi saranno di grande aiuto e le sue parole varrano più di tante altre consolazioni. Il suo discorso è un vero e proprio insegnamento di vita. Grazie Liliana, per averci esposto la tua testimonianza benchè in aula fossero presenti persone disinteressate e che sono rimaste impassibili e sdegnose per le tue sofferenze.

<< Avevo otto anni quando furono promulgate in Italia le leggi raziali. Erano leggi talvolta insulse e prive di un perché. Io non potei più frequentare la scuola pubblica, così mi iscrissi ad una scuola privata. Spesso mi capitava di incrociare le mie vecchie compagne di classe per strada, quelle non facevano che puntarmi con il dito e parlottare oppure fingevano addirittura di non vedermi. Ragazzine normali, con cui io avevo giocato un tempo..
E' davvero brutto sentirsi emarginati, nessun adulto vorrebbe esserlo, figuriamoci un bambino..
Gli ebrei più ricchi e lungimiranti emigrarono in America, noi non ne volevamo sapere, perchè avremmo dovuto lasciare la nostra casa? Che cosa avevamo fatto di male?
Spesso veniva la polizia a casa e mia nonna li faceva accomodare e offriva loro un dolcetto, poi mi scacciava e mi diceva di andare nell'altra stanza a giocare. Io non potevo giocare, io ero curiosa di sapere perchè quei signori si trovassero lì. Che cosa ci facevano? ma perchè? Da un lato volevo sapere, ma dall'altro no.
La mia famiglia era di origine ebraica, ma in realtà eravamo più che laici.
Degli amici mi famiglia mi presero in custodia e mi ospitarono da loro e io irriconoscente volevo tornare dal mio papà, dai miei nonni, nella mia casa, senza pensare al rischio che correvano questi amici nel nascondermi. Avevo dei documenti falsi, così come anche mio padre che spesso rischiava la vita prendendo i mezzi per venire a trovarmi.
Quando cadde il governo fascista, furono applicate le leggi razziali di Norimberga.
I miei nonni ottennero il permesso di rimanere a casa, macchè...
Io e mio padre ottenemmo dalla questura di Como il permesso di espatriare in Svizzera. Ricordo ancora quanto fu faticoso scalare quella montagna e i contrabbandieri che ci incrociavano ci dicevano: correte presto! Non fatevi prendere dai Tedeschi.
Quando arrivammo, con nostro stupore fummo accolti con disprezzo e il questore in quello stesso pomeriggio ci ricacciò indietro. Finimmo nel carcere di Varese e poi fummo trasferiti a San Vittore, non lontano dalla mia casa natale. Lì rimasi quaranta giorni. Era inverno, faceva freddo e io e altri ebrei eravamo rinchiusi in condizioni pessime, senza nemmeno il riscaldamento. Poi avvenivano gli interrogatori, duravano ore e molto spesso erano accompagnati da torture. Volevano sapere dove si nascondevano gli altri, dove si trovavano i nostri soldi, le nostre cose..
Quando mio padre tornava da quei lunghi interrogatori io non ero più sua figlia, bensì sua sorella, sua mamma..
Ragazzi non ridete, non parlate, non chiacchierate perchè anche a voi, a tutti noi succederà che un giorno moriremo e quando realizzeremo che questo starà per compiersi, dalle vostre bocche uscirà solo silenzio.
Un giorno arrivò la notizia che saremmo partiti per attuare il processo della "soluzione finale" nessuno di noi sapeva o voleva capire che cosa volesse dire.
Immaginatevi in quel momento, con i vostri cari, i vostri genitori, vostro figlio, il vostro fidanzato, l' unica parola che ci venivano in mente era: perchè?
Così l'indomani partimmo.E i carcerati di San Vittore che potevano essere assassini, ladri, furfanti di ogni genere furono gli ultimi esseri umani che incontrammo, perchè dopo avemmo a che fare solo con mostri. Questi carcerati nel vederci passare ci urlarono frasi di incoraggiamento, che eravamo innocenti, ci tiravano frutta, barrette di cioccolato. Fummo caricati su un camioncino a suon di botte e io che siedevo verso il fondo, durante il tragitto fino alla stazione intravidi per un momento la mia casa che ormai non mi apparteneva più. Avevo dodici anni. Ma perchè ci portano via? ma perchè non posso stare a casa mia?
Fummo caricati su un treno merci. Il viaggio che oggi viene chiamato "gita" da tutti coloro che oggi fanno visita ad Auschwitz per noi durò una settimana intera.
Avete mai visto i treni merci con i maiali e i vitelli dentro in condizioni pessime diretti ai mattatoi? Bhe a me capita spesso di vederli d'estate, non fanno più versi, sono straziati, nessuno da loro da mangiare o da bere, vengono trattati esattamente come fummo trattati noi.
I primi due giorni piangemmo, poi smettemo, il terzo qualcuno pregò Dio dondolandosi come fanno gli ebrei. Gli ultimi giorni morirono delle persone, poi arrivammo.
Fu l'ultima volta che vidi mio padre.
C'era un odore dolciastro, la neve era grigiastra.
Per la mia altezza fui scelta per lavorare, per quanto riguarda la mia età, avrei dovuto essere gasata.
Ci fecero spogliare in una baracca, le SS ci guardavano, sghignazzavano, ci insultavano con disprezzo, Die Stücke ci chiamavano "i pezzi".Ci rasarono i capelli, le ascelle e il pube. Poi ci tatuarono il braccio, il mio numero è 75190 e non mi vergogno di portarlo ancora adesso, perchè non sono io a dovermi vergognare. Sono loro che devono vergognarsi con questo.
Ci fecero rivestire di stracci, ci diedero degli zoccoli duri. Delle francesi ci raccontarono che cosa fosse quell'odore: carne umana bruciata.
Di reazione noi non volemmo credere a questa folle assurdità: ma queste sono pazze!!  Carne umana bruciata, esperimenti su cavie umane, ecco dove ci hanno portate, in un manicomio!
I nostri famigliari erano già passati per il gas..
Per mia fortuna fui scelta per lavorare in una fabbrica fuori dal lager. Ogni volta che uscivamo c'era l'orchestra che suonava motivetti molto allegri. Ma i volti di questi musicisti non rispecchiavano affatto le melodie che eseguivano anzi, suonavano sia per noi che uscivamo per lavorare che per i diretti al gas e molto spesso capitava loro di vedere passare una loro amica, un famigliare, il fidanzato che si avviavano alla morte.
Di notte ci tappavamo le orecchie, non volevamo sentire i nuovi arrivati urlare di orrore per le barbarie delle camere a gas. E io d'altro canto non tentai di fare amicizia con nessuno, non avrei potuto sopportare un altro distacco, io volevo vivere, dovevo essere egoista perchè volevo vivere.
Di giorno andando da Birkenau ad Auschwitz ci capitava di incontrare un gruppo di ragazzi della Hitlerjugend che si permettevano di insultarci con parole obrobriose e che ci sputavano persino addosso. Ma perchè? che cosa avevamo fatto? Solo per la colpa di essere nate. Sapete, ora col passare del tempo quei ragazzi mi fanno una gran pena.
Al lavoro in fabbrica conobbi Janine, una francese bionda, con gli occhi azzurri. Aveva una voce molto calda ed era dolce con me.
Io passai tre selezioni. E ora mi rivolgo soprattutto alle ragazze qui presenti, che sono tantissime, più dei maschi. Immaginate che cosa si prova, l'imbarazzo, l'umiliazione di dover sfilare nude di fronte a tre uomini sprezzanti e il famoso dottore (ahimè non ricordo il nome) che per una minima sciocchezza o un'antipatia decidono se devi vivere o no..
Janine dietro di me fu scelta per il gas, ma io ero troppo intenta a gioire di essere ancora viva che non mi voltai neanche una volta a confortarla, a salutarla a dirle che le volevo bene!
dopo circa un anno dal mio arrivo sentimmo dei bombardamenti, erano i russi che si stavano avvicinando rapidamente ad Auschwitz.
Così incominciammo la famosa marcia della morte e lì mi sono resa conto che l'uomo è una creatura fortissima. Quando siete stanchi, non sopportate più un professore, un genitore.. Sappiate che ce la fate, siete fortissimi, tutti. L'ho visto da come marciavamo tutti nel freddo. Il mio cervello mi ordinava: non cadere, non fermarti, se ti fermi ti sparano in testa e tu vuoi vivere, vuoi vivere...
Io ero una donna ridotta a pelle e ossa ormai, denutrita, eppure riuscii a resistere e ad arrivare al campo di (non ho capito il nome).
Era un campo piccolo e il comandante era una persona implacabile e brutale.
Dei soldati francesi dall'altra parte del filo spinato ci videro e ci dissero: poverine! resistete ancora, stanno per arrivare gli alleati..
Noi ricominciavamo così a sperare e entravamo in baracca a dire alle altre sofferenti: stanno per arrivare i russi, non morite ora!
Quando arrivarono i russi, le SS si erano spogliate di fronte a noi e si erano messe in borghese, scacciarono via i cani i quali poverini si sentirano spaesati. Il capo che era una persona disumana, nel cambiarsi mi ha quasi dato una gomitata e ha lanciato la pistola a terra..
Per un attimo ho pensato di chinarmi nonostante la fatica e di sparargli. Avevo quattordici anni e la vendetta a portata di mano, sì proprio lei.
Per mia fortuna non sparai. Lì realizzai davvero che
sono i carnefici le vere vittime.
Loro devono fare i conti con la propria coscienza, un giorno capiterà anche a loro >>.

Per quanto riguarda la parte sottolineata, che forse più mi ha fatto star male consiglio di leggere quest'intervista fatta sempre a L. Segre sul pudore in relazione all'umiliazione.
postato da: Crabastra alle ore 12:42 | link | commenti (4)
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domenica, 03 settembre 2006

ingiustizia per i nostri blog

Io capisco che le persone possano non andare a genio tra di loro.. Anch'io sono un misantrope, intendiamoci: non riesco a sopportare molto la gente e quasi sempre non condivido il loro punto di vista.
Però arrivare a creare un blog che insulti gli altri e che inviti altri sciocchi membri come quelli di una morbosa confraternita studentesca (se sei dentro sei up, se non lo sei, sei down) a farlo, trovo che sia veramente scorretto; come per dire: non hai le palle di dire a uno quello che pensi su di lui? niente paura ci penso io a "cazziarlo".. Oppure: "vuoi diventare un cazziatore anche tu? ma certo, chi se ne frega del rispetto del prossimo clicca qui che diventi un cazziatore coi fiocchi" o: "non vi preoccupate io sono l'eroino della situazione che con calunnie e parolacce, io che condanno gli altri per la loro superbia, mi abbasserò al di sotto del loro livello per far vedere quanto io sia superiore.."  Così senza nemmeno saperlo corriamo il rischio di ritrovare i nostri blog (nostre pure espressioni di noi stessi) colmi di insulti gratuiti di persone che magari hanno qualche invidia o malsopportazione verso di noi.Non ci vuole niente a screditare un blog, è come nel mondo reale, dove se uno dice quella persona nn ci sta, allora per tutti non ci sta e ci si sente legittimati per questo a mancarle di rispetto.
Ero convinta che questo fosse un paese libero, che almeno nel mondo dei blog potessimo avere ancora la libertà di esprimere ciò che proviamo davvero.

Ci scusiamo
con il seguente blog
valkiriacrow.splinder.com/

per non essere tutti uguali, perfetti e conformi alle idee di questo blogger.


ps. mi sento molto la mamma del protagonista del film Good Bye Lenin, che scriveva lettere allo Stato per non essere sufficientemente quadrata per i vestita che venivano loro offerti..
postato da: Crabastra alle ore 12:11 | link | commenti (5)
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domenica, 14 maggio 2006

Eyes wide shut dialogo con commenti e interpretazioni
confesso che mi piacerebbe moltissimo se mi diceste il vostro parere al riguardo,
E' un momento particolare per me e sto cercando di raccogliere materiale sulle
esperienze e le opinioni altrui, perchè vi giuro io non so che pensare... cmq vi
propongo un dialogo che ho avuto con un mio carissimo amico su cui riflettere.



interlocutori:

io

amico che ha preferito rimanere anonimo.

 
 

il matrimonio non lo vedo come era una volta, lo vedo proprio come
 una scelta volontaria di cui si è felici
. hai mai visto eyes wide shut?

si

prima che succedesse l'ira di dio e anche dopo

terribile il rapporto dei due

no è una cosa naturale a cui si va incontro

si invece.....a cosa alla banalità, non la vedo così....
soprattutto il finale del film mi pare ridicolo

no è sensato invece

punti di vista..dimmi il tuo parere

lì si tratta del problema del doppio il sogno e la realtà.
guarda un po' la strana coincidenza dei fatti con i sogni
della kidman

"scopare"

infatti

è l'atto che comporta la massima intimità

il film finisce su "scopare"

che può riportarli a ritrovarsi, a ritrovare appunto la loro intimità
sviata da pensieri e sogni

ci vuole una grandissima apertura mentale per capirlo

sì , ma lo dice in un modo che non è intimo , è freddo e.... nn
mi viene un termine adatto

lei è addolorata, indecisa. è proprio la fatalità che la rende
incerta,paurosa,
che le comporta un distacco...

è da kubrik sconvolgere il pubblico con queste sorprese anche
se l'ultima parte del film non l'ha montata lui

sai , io ho studiato kubrik in università e...ho notato che molta
della sua poetica è legata al sogno...
solo che quando
dice" scopare",
è come se un battito di mani risvegliasse lo
spettatore
dal sogno della vicenda di tom cruise, come se
volesse dire qui termina il sogno , inizia la realtà : sei carne ,
sanguwe e necassità. punto.

necessità

mm.....

sì, qui termina il sogno.

siamo nella realtà, ma capiteranno altri sogni...

e noi dobbiamo essere in grado di distinguerli dalla realtà.
ecco perchè lei dice di non dire per sempre...

non vedo come terminare questa dissertazione se non con un testo
di una canzone di Caputo

  "D'accordo , con i sogni nn si va lontano. Ma se i sogni diventano realtà
di altre storie ci ammaliamo"

appunto

lui è felicemente sposato. sta a lui rendersi conto del reale e
distinguerlo dal perverso, dalla fantasia mentale,

"dal sogno"

è ovvio che il sogno possa ripresentarsi nella realtà, ma lì
diventa realtà e compariranno altri sogni.
quindi se si ripresenta
nella realtà, è della realtà, nel senso che ne fa parte  e
non appartiene
 alla categoria sogni.

lui ama la moglie

lui non ama più la moglie , ma per cercare qsa di meglio si
ritrova in un simulacro di perversione ( le maschere danno
proprio l'idea che dietro nn ci siano persone , ma solo i desideri
di persone). Alla fine non trova nulla , nè il sogno , nè la realtà ,
nè l'amore.

penso che su questo potremmo discutere due ore , ma alla fine
rimarremo sempre della stessa opinione

lui si va a ritrovare in quella situazione perchè è sconvolto dal sogno,
dalla brama passata della moglie,
ma poi ritorna da lei e finalmente
scoprono entrambi la netta differenza tra sogno e realtà,
perchè anche
lei era turbata dalle sue perversioni

rispetto la tua interpretazione , d'altronde in un film di K. sono sempre
molte le chiavi di lettura

posso riportare questo dialogo sul mio blog? solo la parte inerente a Kubrik
è importante...


ora vorrei porti una domanda

dimmi
credi che sia reato sognare o avere fantasie sessuali su un'altra
 persona mentre si sta con un'altra?

 reato... nn è il termine che userei
vuoi una risposta idealizzante o una più materialistica?
te le fornirò entrambe

non proprio reato

anzi, te ne do una che comprende entrambe

bene
avere fantasie sessuali su una persona mentre si sta con un'altra
è una cosa che fa parte della natura umana. Invece sognare
un'altra persona ( che è cosa ben diversa) implica anche una scelta ,
un trasporto emotivo....in quest'ultimo caso penso che sia la forma
di tradimento più meschina e vigliacca che ci sia ( perchè chi
SOGNA un'altra persona e contina a stare con chi stà è solo
un mentecatto)
...un mentecatto insoddisfatto ed insicuro

voglio dirti una cosa
raccontarti di una mia esperienza.

io quando stavo con gio, ho sognato una notte di fare l'amore
selvaggiamente con un mio amico, conoscente.ed ero felice, stavo
bene... Poi quando mi sono risvegliata però mi sono resa conto di
quanto mi importasse di gio. Questa era la realtà e di quel sogno non me ne
sono più curata, anzi mi sono resa conto ancora di più di quanto
tenessi a lui..

ma qui si parla di sogni veri , nn di sogni ad occhi aperti...............

"era solo un sogno"

è diverso
i sogni sono sogni. Non c'è colpevolezza , nn c'è scelta
sapessi che sogni mi sono capitati....ma nn per questo mi
sento un maniaco E' normaleeeee


aspett
a..

quando ho fatto quel sogno, mi sono resa conto sì di avere
un desiderio sessuale sul mio amico, ma è stato irrilevante
perchè comunque nella realtà io ero felice con gio e chi se ne frega del mio amico..

il desiderio c'era, c'è anche adesso, può darsi che rimarrà
sempre, ma non me ne curo, non ha importanza
rimane lì

la realtà è differente, ce la costruiamo noi, con la nostra razionalità.


io ora.. mi sento come la kidman...

postato da: Crabastra alle ore 10:34 | link | commenti (4)
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martedì, 28 marzo 2006

  • Test di intelligenza ideato da Einstein

 

Einstein sosteneva che il 98% della popolazione mondiale non fosse in grado di risolvere questo test:

 

q    Ci sono 5 case di 5 colori differenti.

q    In ogni casa vive una persona di diversa nazionalità.

q    Queste 5 persone bevono una certa bibita, fumano una certa marca di sigarette ed hanno un tipo di animale.

 

Indizi:

 

            1.           L’Inglese vive nella casa rossa.

            2.           Lo Svedese ha cani.

            3.           Il Danese beve tè.

            4.           La casa verde è a sinistra della bianca.

            5.           L’abitante della casa verde beve caffè.

            6.           La persona che fuma Marlboro alleva uccelli.

            7.           L’abitante della casa gialla fuma Dunhill.

            8.           L’abitante della casa al centro beve latte.

            9.           Il Norvegese vive nella prima casa.

        10.           La persona che fuma Blend vive accanto a quella che ha gatti.

        11.           La persona che ha cavalli vive accanto a quella che fuma Dunhill.

        12.           La persona che fuma Camel beve birra.

        13.           Il Tedesco fuma Pall Mall.

        14.           Il Norvegese vive accanto alla casa blu.

        15.           La persona che fuma Blend ha un vicino che beve acqua.

 

La domanda è:

 

]]]]] Chi ha i pesci? [[[[[




 

smilefra :P

postato da: Crabastra alle ore 15:51 | link | commenti (8)
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mercoledì, 08 marzo 2006

Arancia meccanica    ...Stanley Kubrick 1971...


          



Titolo originale: A Clockwork Orange

Paese: Gran Bretagna

Anno: 1971

Durata: 137'

Genere: drammatico/fantascienza

Regia: Stanley Kubrick

Soggetto: Anthony Burgess (romanzo)

Sceneggiatura: Stanley Kubrick

Cast List:

Malcolm McDowell Alex
Patrick Magee Mr. Alexander
Michael Bates Chief Guard
Warren Clarke Dim
John Clive Stage Actor
Carl Duering Dr. Brodsky
Paul Farrell Tramp
Clive Francis Lodger
Michael Gover Prison Governor
Miriam Karlin Catlady
James Marcus Georgie
Philip Stone Dad
Sheila Raynor Mum


Arancia Meccanica tratto dal romanzo di Anthony Burgess “A Clockwork Orange” (tradotto letteralmente in Italiano Un'arancia ad orologeria) è uno dei film di Stanley Kubrick che ha suscitato più scalpore nella storia del cinema. Infatti il regista tramite questo capolavoro offre una sua interpretazione di ciò che ne sarà della società inglese in un prossimo futuro. Egli ci mostra una realtà ostile in cui la violenza viene attuata soprattutto dai gruppi giovanili. Dopo un’approfondita sequenza di scene dal contenuto crudo, caratterizzato da abusi di ogni genere l’attenzione del film si sposta dalla tematica fisica a quella psicologica argomentando soprattutto la problematica del plagio mentale.

Trama Londra. Alex, il protagonista, è il capo di un quartetto di giovani teppisti “i Drughi” (dal Russo : Amici) che passano le loro giornate commettendo violenze di ogni tipo. Alex è, tra l'altro, ossessionato dalla musica di Beethoven di cui se ne serve per fuggire dalla realtà caotica e depravata, come se avvertisse la necessità dell’ordine e della perfezione. Ma egli stesso ne diventa carnefice ogni notte. A farne le spese sono, nell'ordine: un mendicante, una banda rivale, uno scrittore e sua moglie, una signora nubile, proprietaria di un centro dimagrante, per la quale il giovane teppistello si macchierà con il reato dell’omicidio.. Scontenti per il suo atteggiamento dispotico, i suoi compagni lo tramortiscono e lo lasciano nelle mani della polizia che lo arresta. Successivamente, in carcere, il giovane Alex si offre volontario per essere sottoposto a una cura riabilitativa che ha come scopo quello di trasformare anche i più malvagi assassini come lui, in persone inoffensive e civili. Questo progetto consiste nell’attuare un vero e proprio lavaggio del cervello del malcapitato, un metodo criticato da molti e ritenuto disumano. Divenuto un soggetto totalmente innocuo, incapace perfino di difendersi, Alex viene rimesso in libertà. In seguito egli si ritrova a subire rivendicazioni del suo passato da parte dell’opinione altrui e diviene valvola di sfogo ad opera di coloro che negli anni precedenti erano stati vittime dei suoi soprusi. Sconvolto, Alex, tenta il suicidio. In ospedale, rispondendo ad alcuni test psichiatrici, scopre di non esser mai guarito, perché il male è radicato in lui e in tutte le persone simili a lui e d’altra parte si rende conto che questo tipo di male non si può annientare. Nel frattempo il governo per celare questo evento alla stampa e all’opinione pubblica, manda il ministro a “scusarsi” nonché ad abbindolare Alex cercando di fargli credere che il governo stesso gli è amico. Inoltre il ministro cerca di metterlo in guardia dalla gente che vuole usarlo per scopi politici  e che potrebbero portarlo anche al suicidio pur di incolpare il governo ritenuto malfunzionante. Con questo espediente, il ministro arriva a negare certi suoi reati passati,  alludendo all’ira vendicativa di una sua vecchia vittima, definendola addirittura folle e visionaria. Sostanzialmente il ministro gli offre protezione e privilegi in cambio del suo silenzioso appoggio affinché il suo governo possa essere rieletto alla prossima elezione. Questo lo renderà libero di compiere qualsiasi atto illegale senza essere punito. Questa condizione si comprende meglio dalla scena finale in cui Alex può occuparsi dei fatti suoi (reati) non solo senza dover tener conto dei riscontri della società, ma avendo anche l’appoggio e l’approvazione di chi detiene il potere (persone che applaudono).


 

Poniamoci tutti un interrogativo: “perché Stanley Kubrick ha riprodotto una simile realtà, così brutale, così oscena e apparentemente irreale?”. Per una risposta adeguata, è necessario considerare due fattori fondamentali: l’aspetto biografico e l’aspetto sociale e contemporaneo dell’epoca del regista (eventi storici catastrofici, guerre…). Sicuramente il lavoro di Kubrick è il risultato di una ricerca accurata. Egli ha individuato i cancri posti alla base della società e facendone una previsione della loro futura evoluzione.

Effettivamente, se ci riflettiamo possiamo constatare che non aveva tutti i torti. Basti pensare: ai continui crimini che di recente avvengono perpetrati dai ragazzi; alla legge emessa dalla Corte di Cassazione il 17/02/06 che riguarda i reati finalizzati allo stupro.

 La violenza sessuale è l’omicidio dell’anima.

Ma sono molti altri i paragoni che potremmo fare con la società attuale. Kubrick non si è divertito a girare scene di violenza in maniera gratuita, ma l’essere crudi è stato un mezzo fondamentale per colpire il pubblico e indurlo alla riflessione, in quanto tutto ciò è attuale e serve a “metterci in guardia” di fronte a fatti e a situazioni che potrebbero ripetersi e che potrebbero danneggiare chiunque.

Esistono analogie tra il film e le situazioni che sono tipiche della nostra società: il plagio mentale. Infatti esso nel film è la componente più destabilizzante. Vengono affrontate tematiche molto attuali come la manipolazione del cervello della gente che alla fine si riduce a non avere una mentalità critica.. Basta pensare al ruolo particolarmente condizionante della televisione e a coloro che stravedono per personaggi come “Costantino”, “Maria De Filippi”, “Simona Ventura”, . Ci sono persone che tentano di far  credere che l’apparenza è ciò che conta di più ed escludono la possibilità di vedere oltre. Le conoscenze, così si limitano entro orizzonti culturali ridotti entro confini ben definiti. Tutti devono essere uguali, tutti devono andare in discoteca, tutti devono vestirsi firmati e i secchioni sono sfigati..

Alcune pubblicità dicono: “che stress l’istruzione, che palle la scuola, per fortuna mi mangio una grassa, schifosa e succulenta merendina!”

I messaggi che passano sono orribili. Il disprezzo per la cultura, per l’istruzione sono mezzi che rendono più debole il popolo italiano. E questo conviene se c’è ignoranza. (l’amministrazione scolastica ora viene fin troppo trascurata dalle istituzioni; citiamo anche solo gli avvenimenti più recenti: le ingenti somme di denaro devolute alle università private e non solo; l’abolizione dell’obbligo degli esami nelle scuole private ecc. ecc..).

 Infatti se si imbocca la gente con scandali come quello delle Lecciso, con programmi come il Grande Fratello, La Fattoria, Al Posto Tuo, L’Isola dei Fetusi, ad esempio, la gente si preoccuperà solo della vita personale dei vip (fantasiose e montate costruzioni scandalistiche) senza attribuire importanza a quello che accade intorno, anzi, non se ne accorgerà nemmeno! Quanti di questi utenti sanno davvero che cosa sia il Big Brother? Quanti di questi conoscono la vera tragicità che si cela dietro la sua storia? Quanti di questi hanno letto davvero 1984 di G. Orwell? Quest’anno per vedere qualcosa di inerente al giorno della memoria sono stata costretta a guardare La7, e la RAI, tv di Stato, non ha trasmesso nulla al riguardo. Io, personalmente, sono alquanto indignata. Durante i Tg vengono trasmesse scene orribili dei campi di prigionia attuali (vedi Guantanamo), ma nessuno cita le probabili pecche degli Italiani: perché l’informazione è filtrata. Tutto scorre secondo le migliori previsioni, è soltanto una questione di tempo.. Intanto la disoccupazione aumenta, il degrado al Sud avanza, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, la sanità è allo sfascio, la scuola pubblica subisce sempre più tagli finanziari e ognuno “si arrangia” come può. Per lo più si è aggiunto il fatto che i rapporti dell’Italia con parte del Medio Oriente siano stati compromessi grazie agli slogan offensivi contro la religione islamica. C’è una canzone dei Black Sabbath che si intitola War Pigs (=maiali di guerra) scritta nel periodo della guerra in Vietnam che dice: “ i potenti si nascondono ovunque, solo loro danno avvio alle guerre, perché scendere in campo e combattere? Loro lasciano tutto al povero…”

Ma le mie parole non sono nulla, non sono altro che semplici scritte su un pezzo di carta. Forse potrebbero essere solo lo sfogo di un insignificante individuo… Perché le parole sembrano grandi e volano via, ma i fatti concreti sono quelli che davvero contano.

E’ doloroso rimanere in silenzio, crogiolandosi nell’omertà. Spegniamo la tv e apprezziamo i valori della cultura, iniziando a credere nei nostri ideali, a interagire affinché si possa sperare in una giustizia equa, senza favoritismi per nessuno.

Per esaminare e criticare meglio quanto detto, ho pensato fosse interessante e utile riportare le ultime battute del copione di Arancia Meccanica. Io, personalmente, non ho apprezzato la visione di questo film ritengo che sia angosciante e talvolta ha provocato in me persino la nausea, ma sarebbe bene che tutti lo vedessero affinché ognuno possa pensare con la propria testa ed elaborare una propria critica.

 

MINISTER
I can tell you that I... and the Government of which I am a member are deeply sorry about this, my
boy. Deeply sorry. We tried to help you. We followed recommendations had been made to us that turned out to be wrong. An enquiry will place the responsibility where it belongs. We want you to regard us as friends. We've put you right, you're getting the best of treatments. We never wished you harm, but there are some that did and do, and I think you know who those are. There are certain people who wanted to use you for political ends. People who would have been glad to have you dead because then they would have been able to blame it all on the Government. I think you know who those are. There is also a certain man — a writer of subversive literature — who has been howling for your blood. He's been mad with desire to stick a knife into you, but you're safe from him now, we've put him away. He found out that you had done wrong to him — at least he believed you had done wrong. He had formed this idea in his head that you had been responsible for the death of someone near and dear to him. We put him away for his own protection... I'm sorry, I thought you were ready.

ALEX
Where is he now, sir?

MINISTER
We put him away where he can do you no harm. You see we are looking after your interests. We are interested in you, and when you leave here you will have no further worries. We shall see to everything... a good job on a good salary.

ALEX
What job and how much?

MINISTER
You must have an interesting job at a salary which you would regard as adequate. Not only for the job which you are going to do and in compensation for what you believe you have suffered, but also because you are helping us.

ALEX
Helping you, sir?

MINISTER
We always help our friends, don't we?
(smiles)
It is no secret that the Government has lost a lot of popularity because of you, my boy. There are some that think that at the next election we shall be out. The press has chosen to take a very unfavourable view of what we tried to do.

ALEX
Well, who can blame them, sir?

MINISTER
Mmmm, possibly. Yes. But public opinion has a way of changing and you, Alex, if I may call you, Alex?

ALEX
Certainly, sir. What do they call you at home?

MINISTER
ument Error^^^My name is Frederick. As I was saying, Alex, you can be instrumental in changing the public verdict. Do you understand, Alex? Have I made myself clear?

ALEX
As an unmuddied lake, Fred. As clear as an azure sky of deepest summer. You can rely on me, Fred.

MINISTER
Good... good boy. Oh yes, I understand you're fond of music. I have arranged a little surprise for you.

ALEX
Surprise?

MINISTER
One I think you will like... as a, how shall I put it, as a symbol of our new understanding. An understanding between two friends.

ALEX
Thank you, Fred. Thank you.

Minister turns and signals.

Door opens and a crowd of cameramen and reporters rush in.

Aides push two 6-foot loudspeakers and a Hi-Fi on a trolley.

ALEX (V.O.)
And what do you know, my brothers and only friends, it was the 9th, the glorious 9th of Ludwig van. Oh, it was gorgeosity and yummy yum yum. I was cured.

CLOSE SHOT ALEX

ALEX (V.O.)
As the music came to its climax, I could viddy myself very clear, running and running on like very light and mysterious feet, carving the whole face of the creeching world with my cut throat britva.
I was cured all right.


THE END

 

Smilefra :)

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venerdì, 10 febbraio 2006

I  CARAVAGGISTI:   SEGUACI DEL GRANDE MAESTRO

 

Anche se Caravaggio non ha avuto mai una propria scuola, con le sue opere è riuscito ad influenzare lo stile di innumerevoli pittori che gli sono succeduti in maniera sbalorditiva. Il discorso sul caravaggismo introduce ad un ripensamento dei singoli artisti, che non appartengono  a botteghe, non fanno parte della scuola, né della cerchia di Caravaggio, ma sono considerati “autentici geni”.

Consiglio al lettore, desideroso di conoscere tali autori, di visitare la mostra sul caravaggismo allestita presso Palazzo Reale di Milano dal 15 ottobre al 6 febbraio.

 

Molti sono coloro che hanno seguito le orme pittoriche del “grande genio”: artisti romani, napoletani e meridionali, genovesi, toscani, fiamminghi, olandesi e persino anonimi.
Questi denominati “caravaggisti” esprimono un talento superiore a quello di Caravaggio stesso; da lui hanno tratto ispirazione, ma l’espressione sulla tela è molto più autonoma e originale.
Tra i primi  seguaci di Caravaggio troviamo Giovanni Baglione che pur odiandolo lo copia. Esistono cinque dipinti di Orazio
Gentileschi che addirittura lo supera. Tommaso Salini, invece, si colloca all’origine
della natura morta caravaggesca, come pure lo spagnolo Juan Battista Maino e tanti altri come Giacomo Galli detto lo spadarino che è autore dell’opera “Narciso” falsamente attribuita a Caravaggio.
Di Jusepe de Ribera, che ha dipinto ben dodici opere, si pensa che potrebbe essere l’anonimo autore del “Maestro del Giudizio di Salomone”. Anche Rubens  si ispirò al grande maestro e la sua ultima opera dipinta in Italia lo conferma: l’ ”Adorazione dei pastori”.
Tra i Fiamminghi ricordiamo il pittore nonché fotografo Gerrit van Honthorst che porta all’interno dei dipinti la fonte luminosa che Caravaggio pone all’esterno.
Mattia Preti viene presentato come ultimo epigono del caravaggismo  anche se comincia a diffondersi il Barocco,
sostenuto dal clericalismo della controriforma.
Nella sua fase giovanile, egli ha realizzato ben otto dipinti tipici dello stile di Caravaggio.

Ma se tutto ciò non dovesse bastare, suggerisco al lettore di recarsi a Vienna presso il Liechtenstein Museum dal 5 marzo al 9 luglio 2006 in occasione del terzo centenario della morte di Mattia Preti per ammirare ulteriori opere dei seguaci di Caravaggio.

postato da: Crabastra alle ore 13:21 | link | commenti (1)
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